MUSEO CRIMINALE MEDIOEVALE
Con la presente siamo a
illustrarVi il progetto culturale della Mostra realizzata dalla nostra
Società: “Antichi Strumenti Europei di Tortura e Pena Capitale” -
Immagini e testimonianze storiche dal Medioevo all’Epoca Industriale.
La società Inquisizione s.r.l.,
con la collaborazione e la dedizione di molti ricercatori e collezionisti
non solo italiani, sta allestendo la più ricca documentazione del genere.
Così per tutta l’Europa sono stati raccolti e messi insieme questi
strumenti; alcuni addirittura sono pezzi d’eccezionale rarità, risalenti
al XVI e XVII secolo, o ricostruzioni filologiche, dell’Otto e Novecento,
di originali antichi e introvabili. Macchinari forse meno noti, ma
incredibilmente sofisticati che dimostrano quanto la fantasia umana ed il
suo raffinato ingegno non abbia conosciuto limiti nella ricerca di sistemi
atti ad infliggere le più atroci e crudeli torture.

Il patrimonio artistico e storico della
Società comprende: armi, congegni e strumenti di tortura, di esecuzione
capitale e di umiliazione pubblica nonché incisioni, stampe e dipinti
d’epoca. La raccolta è corredata da illustrazioni e schede esplicative in
diverse lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese
e giapponese).
La continua acquisizione di oggetti
effettuata negli anni ha permesso di diversificare il patrimonio museale e
di offrire esposizioni differenziate come tematiche o come finalità
culturali, rispetto anche alla realtà e alle esigenze del Paese aderente
all’iniziativa. La collezione, composta ormai da più di migliaio di pezzi,
è stata attualmente suddivisa in cinque musei permanenti e altrettante
mostre itineranti a livello mondiale.
Molte sono già state le Città che hanno
accolto con grande interesse la Mostra che, avviata nel 1983 a Firenze
(Italia), è ormai diventata di fama internazionale conquistandosi così il
titolo di “formidabile testimonianza contro la criminalità di stato e di
potere in ogni luogo e tempo esercitata”. Durante il suo percorso ha
sempre riscosso un incredibile successo di pubblico e favorevoli consensi
da parte della critica, della stampa e della televisione (nazionale e
locale).
L’unicità di questa collezione sta nel
taglio, inedito, perfettamente attuale che è stato dato all’esposizione:
l’allestimento, nonostante il tema trattato, è sobrio, fatto di immagini e
testimonianze che rappresentano in modo crudo ma vero l’atrocità della
violazione dei diritti umani; un tentativo di storicizzazione inserito in
un contesto sociale. Proprio per questo la Mostra è sempre stata
presentata in edifici storici, torri o castelli, luoghi dove esiste
un’ambientazione adeguata a ricreare l’atmosfera necessaria senza indurre
a sensazionalismi negativi e artificiosi.
È importante sottolineare che questa Mostra
fa parte di un più ampio progetto che prevede attività collaterali e
multimediali quali incontri, dibattiti e rassegne culturali in
collaborazione con Associazioni Internazionali quali Amnesty International,
che sempre ha sostenuto la nostra iniziativa, l’Accademia Messicana dei
Diritti Umani, le Nazioni Unite e l’appoggio da parte di Enti Pubblici ed
Istituzioni Nazionali.
L’obbiettivo della Mostra è quello di
lanciare un messaggio contro la tortura, ma è pure un grido d’allarme per
il futuro. In un momento in cui tornano in modo sinistro agli onori della
cronaca quotidiana temi come l’antisemitismo, l’intolleranza, il razzismo,
la violenza, la guerra, questo progetto, articolato secondo diverse
iniziative culturali, rappresenta sicuramente un momento di riflessione,
un invito a ricordare per non dimenticare. Mettere a tacere la verità sul
passato induce un sonno che presto riporta agli errori del passato. È bene
invece che la società veda e rifletta su queste cose che risvegliano non
la coscienza sadica ma la coscienza civile. Se questi congegni ripugnano
sono nondimeno preziosi documenti storici che devono essere conservati ed
esposti per compiere una funzione non solo documentaristica ma anche
umanitaria e di utilità sociale.
L’intento della Mostra è proprio questo:
scioccare l’opinione pubblica in modo talmente profondo da provocare un
moto istintivo di repulsa civile; renderla consapevole che l’errore sta
nell’uomo e che può vincerlo solo con l’intelligenza e l’eterna vigilanza.
Una Mostra in definitiva che vuole essere
non solo un atto di accusa e di denuncia contro la tortura e la pena di
morte o qualsiasi trattamento inumano e degradante, ma che vuole anche
richiamare l’attenzione su quei Paesi dove ancor oggi garantismo e
democrazia sono valori lontani. Secondo un rapporto redatto da Amnesty
International, sono circa 140 i Paesi del mondo dove attualmente hanno
luogo gravi violazioni dei diritti umani. Questi abusi esigono una
risposta a livello internazionale: la protezione dei diritti umani è una
responsabilità universale che trascende i limiti di nazionalità, razza e
ideologia (politica o religiosa che sia).
È importante segnalare che i proventi
ricavati dall’esposizione saranno destinati al finanziamento delle
attività sopra citate e all’attuazione di ulteriori musei permanenti
contro la tortura. |